DocM18052020_edited.jpg

PADRE AGOSTINO VENANZIO REALI

Agostino Reali nasce il 27 agosto 1931 a Ville Montetiffi, località di Sogliano al Rubicone. Il padre,
Ugo Reali, è muratore; la madre, Zenilde Piscaglia, casalinga. Bambino vivacissimo, a 11 anni
lascia la casa per entrare nel Seminario dei Frati Minori Cappuccini di Imola.


“Mi si portò via dolce l’acqua nera
degli zoccoli azzurri sulla mulattiera:
riflessi viola del cavallo sauro,
fermi e lontani gli occhi della statua
muta del barrocciaio”.


Dopo il periodo burrascoso della guerra, a 16 anni è ammesso al noviziato di Cesena con il nome
di fra Venanzio, e ordinato sacerdote nel 1957. Fino al 1962 vive a Roma, dove consegue la
licenza in Teologia all’Università Gregoriana e la specializzazione in Scienze Bibliche presso il
Pontificio Istituto Biblico.
Sin da ragazzo, parallelamente all’attività scolastica e pastorale, si dedica, con costanza ma in
ombra, all’arte poetica e figurativa. Neppure i suoi confratelli sanno della profondità e della
passione del suo impegno sulla parola e sulla forma.


Gli anni romani sono particolarmente intensi, anche per la frequentazione di personalità del mondo
letterario e artistico, tra cui Cardarelli, Govoni, Ungaretti, Pasolini, Caproni, Betocchi, Guttuso.
Scrive di lui il poeta Pietro Cimatti:


“Era fra Venanzio, il fraticello amico di tutti i letterati romani, come seppi poi, poeta in segreto e, da
qualche mese, scopertosi anche pittore in un suo ingenuo primitivo simbolismo che ha visto
Rouault e Chagall, e ha ‘visto dentro’ una colorata, fantasiosa, anima di fanciullo”.


Attraverso le arti, Venanzio Reali trasferisce la sua personale visione del creato in parola, legno,
creta e figura. Con voce pura e profonda, emerge come una delle figure più luminose e originali
della poesia e dell’arte italiana del Novecento. Dal 1962 al 1993, si dedica all'insegnamento presso
vari istituti religiosi. Dal 1996 al 1981 presta anche servizio di assistenza religiosa ai malati
dell’Ospedale Bellaria di Bologna. Dal 1981 al 1987 è Ministro provinciale dei Cappuccini
bolognesi-romagnoli. Dal 1990 alla morte è direttore di Messaggero Cappuccino, la rivista della
famiglia francescana a cui appartiene.
Dopo essersi fatto carico lungamente delle sofferenze del prossimo, una lunga e dolorosa malattia
lo spegne a Bologna il 25 marzo 1994. Ora riposa nel cimitero di Montetiffi.


“Debbo andarmene, terra
ferita da sentieri
che m’incrociano la mente
sull’orlo del mistero
con desolate esistenze assembrate
nel vano degli usci

sotto limature di cicale”.

DocM18052020_0011_edited.jpg

POESIA

Complessa, aspra ed autentica, la poesia di Agostino Venanzio Reali ha particolarmente cari alcuni temi: il rapporto dell’uomo con la natura, il mistero della bellezza, il dolore, la solitudine e il silenzio, il miracolo della parola, la memoria del passato, la fede.
Opera prima è Il Cantico dei Cantici nella trasposizione poetica di Agostino Venanzio Reali. Profondo conoscitore di lingue antiche, Reali ha tradotto dall’originale ebraico questo poema d’amore contenuto nell’Antico Testamento e attribuito a Re Salomone, personalizzandolo col suo caratteristico tratto poetico. Il risultato è un’opera di accresciuta meraviglia stilistica che celebra con grande efficacia espressiva l’amore umano e l’amore divino come unica realtà d’amore.
Le raccolte Primaneve e Nòstoi rappresentano il nucleo della poetica realiana, caratterizzata dalla capacità di evocare, attraverso un frequente uso di figure retoriche, immagini dall’originale forza espressiva ed emotiva. Attraverso la poesia, Agostino Reali esprime l’attaccamento alla sua terra, l’amore per l’essere umano, per le piccole e grandi meraviglie della natura, la sensibilità verso i problemi sociali che divengono sofferenze individuali, una fede robusta e sincera. In Reali la preghiera diviene poesia, la poesia diviene preghiera. La parola attraversa il deserto, il silenzio, la sofferenza, la pace e la gioia; esprime l’anelito a varcare la soglia del mistero.

PITTURA

La poliedrica espressività artistica di padre Reali è testimonianza di una forte esigenza di comunicazione a frutto di una profonda riflessione interiore.

I suoi lavori d’arte sono caratterizzati da un’immediatezza e una freschezza che raggiungono istantaneamente l’animo di chi le osserva: la bellezza estetica ed emotiva dell’arte rappresentano l’espressione sinestetica dell’interiorità e della spiritualità umana.


Oltre a singoli dipinti, di Agostino Venanzio Reali ci sono pervenuti cicli pittorici completi, particolarmente interessanti per la struttura, la realizzazione iconografica innovativa e la forza evocativa del messaggio.

Tra questi, si distinguono i 24 quadri del ciclo La Creazione e le 14

stazioni della Via Crucis, entrambi a colori e risalenti agli anni romani. Un altro splendido ciclo della Via Crucis è stato realizzato negli anni successivi, con tecnica mista bicolore.
Alle opere pittoriche si aggiunge la vasta raccolta di disegni a matita, pastello, carboncino, china; si tratta a volte di studi e schizzi che possono considerarsi come il prodotto della registrazione di un’emozione, di un’immediata esigenza espressiva interiore.

DocM18052020_0002_edited.jpg
DocM18052020_0010_edited_edited.jpg

SCULTURA

L’opera scultorea e plastica (terrecotte, sculture lignee, bronzi, gessi) di Agostino Venanzio Reali predilige le tematiche legate alla narrazione biblica e al mondo contadino. Attraverso la malleabile potenza della terra plasmata egli accede agli episodi cardinali della storia sacra, o riproduce singoli momenti di vita quotidiana. Piccoli tratti bastano allo scultore per suggerire stati d’animo e pensieri: tutte le crete portano traccia delle sue dita, del gesto vivo con cui la materia prende forma tra le mani.
Tra le opere lignee, si distingue per la notevole fattura il grande e superbo Cristo in croce conservato nella Chiesa di San Paolo a Ponte Uso, opera giovanile di Reali, scolpita nel duro
legno d’olmo.

PUBBLICAZIONI

Nel 1983 viene edita la prima opera: Il Cantico dei Cantici nella trasposizione poetica di AgostinoVenanzio Reali. Nel 1986 esce Musica, anima, silenzio. Velleità di un omaggio a Emily Dickinson; nel 1987 Vetrate d’alabastro. Confessioni e preghiere; nel 1988 Bozzetti per creature. Queste tre raccolte sono ristampate in un unico volume nel 2002 col titolo Primaneve. Postuma è l’antologia
Nòstoi. Il sentiero dei ritorni (1995), il cui titolo deriva da Nostoi (Ritorni), uno dei poemi greci che componevano il ciclo epico troiano. È la stessa etimologia di nostos, che significa “viaggio”, ma anche “nostalgia”.
Il volume Il pane del silenzio, Articoli dal 1975 al 1993 (ed. 2004) raccoglie scritti in prosa pubblicati su riviste religiose. Reali ha inoltre scritto vari articoli di approfondimento teologico pubblicati sparsi a partire dal 1959, tra cui si segnala una Sintesi di Teologia Biblica e un lavoro di esegesi sui Salmi. Una vasta parte della sua produzione poetica non è ancora stata data alle stampa.

IMG_20200522_151007_edited_edited_edited.jpg